L’origine della guerra e la lezione di Berlinguer

Editoriale di Aldo Tortorella Critica Marxista n.1/2022

La guerra al centro dell’Europa con la brutale aggressione russa all’Ucraina, fuori da ogni diritto internazionale quali che fossero i motivi dichiarati per giustificarla, ha segnato l’inizio di quest’anno nel quale ci preparavamo a ricordare il centenario della nascita di Enrico Berlinguer non solo per motivi affettivi, ma per riflettere sul suo pensiero e sul secolo che è trascorso. Non più il secolo breve di Hobsbawm (tra la prima guerra mondiale e l’89) ma quello che arriva fino a noi e che viene mostrando ciò che scompare e ciò che rimane o ritorna. Come è possibile che la guerra sia tornata in Europa sin da quando fu bombardata Belgrado dalla Nato per strappare alla Serbia il Kosovo? E perché continuano le guerre più o meno (apparentemente) concluse nel Medio e Vicino Oriente o in Libia a pochi chilometri dalle coste siciliane? Da dove viene il nazionalismo che dilaga nel mondo? Perché si è tanto estesa la tendenza che viene chiamata “populismo”? E come è possibile che dopo le catastrofi generate da fascismo e nazismo quelle idee siano tornate a fare proseliti e a costruire organizzazioni? E, mentre scrivo questo articolo, ci si chiede angosciosamente come sia nato e che cosa provocherà questo nuovo incubo della guerra russo-ucraina in atto.

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Sommario n.1/2022

Editoriale
Aldo Tortorella
, L’origine della guerra e la lezione di Berlinguer

Osservatorio
Paolo Soldini
, Il conflitto in Ucraina e il patto non scritto tra  Gorbaciov e Baker

Piero Di Siena, Il bis di Mattarella nella dirompente crisi organica italiana

Claudio Treves, Un primato italiano: bassi salari e bassa produttività

Davide Bubbico, Stellantis Italia: i rischi di residualità industriale e occupazionale

Laboratorio culturale

Attilio Trezzini, L’archivio Garegnani: le tracce di un grande intellettuale

Alessandro Barile, Rossanda e la politica culturale del Pci negli anni Sessanta

Fabrizio Marino, Democrazia diretta e rappresentanza

Giorgio Pagano, Gramsci oltre Gramsci: il dibattito della sinistra nella seconda metà del Novecento

Maurizio Auriemma, Marx e la teoria politica

Schede critiche

Fabio Vander, Il nome della sinistra

Francesco Marola, Letteratura e democrazia in Lukács

Vincenzo Galatioto, Per leggere Il capitale 

Determinanti delle differenze regionali nell’intensità delle misure restrittive durante la prima ondata del Covid-19

di Ariannna Tassinari (Max Planck Institute for Social Research, Colonia), Demetrio Panarello, (Università di Bologna), Giorgio Tassinari (Università di Bologna), Ignazio Drudi (Università di Bologna), Fabrizio Alboni (Università di Bologna), Francesco Bagnardi (Europea University Institute, Fiesole) 

Introduzione

Una sfida decisiva che i governi hanno dovuto affrontare nella formulazione delle politiche pubbliche di risposta alla crisi del Covid-19 è stata quella di bilanciare la tensione tra salvaguardia della salute pubblica e difesa dell’attività economica per non compromettere il potenziale di crescita economica e prevenire la diminuzione dell’attività economica, con la conseguente perdita di posti di lavoro e di imprese (Anderson et al., 2020). Uno degli aspetti più importanti all’interno di questa antinomia è la questione della scansione temporale e dell’estensione delle restrizioni sulle attività economiche durante il lockdown. In questo articolo affrontiamo il tema del difficile bilanciamento, fonte di forti tensioni politiche e sociali, tra salvaguardia della salute della popolazione e protezione dell’economia.

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Qualche nota su pandemia e fine della modernità

Roberto Finelli

L’epidemia globale di Covid-19 è un evento epocale: chiude la fase della modernità che da cinque secoli ha garantito la crescita quantitativa.
La crisi ambientale dimostra che il modello di sviluppo deve mutare.
Il capitalismo aggraverà i conflitti sul controllo delle risorse sempre più scarse.
Un’alternativa può nascere solo costruendo una nuova soggettività contro la logica dominante del calcolo astratto.
Apriamo una discussione.

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Crisi climatica e sociale, transizione capitalistica: spunti per una riflessione

Ugo Mazza

La “crisi climatica”, fortemente intrecciata con la “crisi sociale”, interroga i governi di tutto il mondo; il riscaldamento globale determina fenomeni atmosferici esasperati
che colpiscono sempre più intensamente aree del globo terrestre e le popolazioni più esposte sono costrette a migrare per la desertificazioni o per l’innalzamento del livello del mare; crescono povertà e ingiustizie globali.
Anche il mondo religioso si interroga sul senso di questa crisi; Papa Francesco con la sua Lettera Enciclica Laudato Si’ è intervenuto nel dibattito evidenziando ragioni e responsabilità sistemiche del riscaldamento del globo contrapponendo alla «crescita infinita» il «concetto di limite» ambientale.

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A proposito di libertà

Editoriale di Aldo Tortorella n. 5/6 anno 2021

L’incubo della pandemia ha fatto tornare in discussione a livello popolare l’antica disputa sulla parola “libertà”. Ci si chiede, infatti, di quale libertà parlino coloro che manifestano sia perché ostili alla vaccinazione – i “no-vax” – sia perché contrari al certificato di avvenuta vaccinazione – i “no-greenpass”. Com’è evidente, in alcuni soggetti le due posizioni coincidono, in altri no. Ma, in ogni modo, le due ostilità andrebbero distinte anche se fanno causa comune ritenendosi egualmente espressioni di una minoranza oppressa. Nei no-vax, assieme alla paura e a pregiudizi conditi di inconsapevolezza, assieme a credenze strampalate e a vere forme maniacali, si mescola la strenua difesa del proprio corpo come entità inviolabile (presente, come si sa, anche in alcune tendenze religiose) e la diffidenza di alcuni esperti o affabulatori verso la lotta nuova a un nemico nuovo, ma incapaci di offrire altre soluzioni. Nei no- greenpass la diffidenza verso la vaccinazione assume il carattere di una rivendicazione munita di giustificazioni di principio (il certificato come forma di discriminazione anticostituzionale e come maschera della obbligatorietà) e di venature classiste dato il costo dei tamponi da usare come alternativa al vaccino. (Un filosofo televisivo, ostile al greenpass, ha costituito un comitato scientifico intitolato al dubbio sui vaccini: vivi auguri, ma in attesa dello scioglimento dei dubbi e visto che l’alternativa va ancora cercata ringraziamo i vaccini e i vaccinati che, nell’attesa, hanno limitato e limitano l’ecatombe).

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Sommario n. 5/6 – 2021

Editoriale
Aldo Tortorella, A proposito di libertà

Osservatorio 

Massimo Cavallini, Il “tanfo” che soffoca la democrazia americana
Romeo Orlandi, Pechino, vedi alla voce “partito comunista”
Franco Aqueci, I talebani e la teocrazia del mondo avvenire
Giorgio Mele, Pandemie e svolte storiche. La “spagnola” alla vigilia
del fascismo
Arianna Tassinari, Demetrio Panarello, Giorgio Tassinari,
Ignazio Drudi, Fabrizio Alboni, Francesco Bagnardi
,
Il peso
del potere economico nelle scelte sulla pandemia

Capitalismo e crisi ambientale
Ugo Mazza, Crisi climatica e sociale, transizione capitalistica: spunti per una riflessione
Paolo Cacciari, L’imbroglio del capitalismo green
Norbert Lantschner, Lo scenario energetico futuro. Geopolitica
e materie prime
Gianni Silvestrini, Obiettivi climatici più ambiziosi e trasformazione ecologica dell’economia
Laura Cima, L’ecofemminismo, rivoluzione necessaria e non violenta
Mario Agostinelli, Laudato Si’: conversione ecologica e sociale, partecipazione e rappresentanza
Piero Bevilacqua, Una rivoluzione passiva votata al fallimento
Daniela Padoan, Per una alleanza tra umanità e vivente. Il concetto di limite secondo Francesco
Sergio Fedele, Fermare la crisi climatica dal basso: la proposta
del “reddito ambientale”

Discussione
Roberto Finelli, Qualche nota su pandemia e fine della modernità

Laboratorio culturale 

Massimo Baldacci, Egemonia e pedagogia nei «Quaderni del carcere»
Antonio Di Meo, Note sulla «rivoluzione passiva». Paine, Cuoco,
Croce, Gramsci (e molti altri)
Lelio La Porta, L’opera letteraria di Marx
Aldo Garzia, Lucio Magri, il comunismo come orizzonte e la sinistra
del futuro

Schede critiche 

Giorgio Mele, La crisi e il “che fare?” della sinistra
Manfredi Alberti, Critica del liberismo in Italia
Matteo Gargani, Scritti di Lukács sulla dialettica e l’irrazionalismo
Pietro Garofalo, Capitalismo e democrazia

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La convenzione rifonda il Cile

Pubblichiamo l’articolo di Pierre Dardot, pubblicato nel numero 4-2021 di Critica Marxista

La spinta del movimento nato nell’ottobre 2019 e un anno dopo il referendum.
Aperto un nuovo processo costituente, evento unico nella storia cilena.
La presidente dell’Assemblea Elisa Loncòn, femminista e donna mapuche.
Parità di genere, presenza india, destra senza potere di veto.
Il conflitto sull’amnistia per i prigionieri politici e i poteri costituenti.
La via di un ribaltamento del centralismo neoliberista ereditato da Pinochet

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