Sommario 4-2021

Editoriale
Aldo Tortorella, Chi ha perso e chi ha vinto in Afghanistan

Osservatorio
Vincenzo Vita
, E le stelle non stanno a guardare

Pierre Dardot, La Convenzione rifonda il Cile

Massimo Cavallini, Il “patto col diavolo” di Haiti

Laboratorio culturale
Marcos Del Roio
, L’arresto di Gramsci: le questioni ancora aperte

Francesco Aqueci, Colletti, il marxismo e Hegel

Giovambattista Vaccaro, Alle origini del dibattito
sull’automazione: Friedrich Pollock

Andrea Fedeli, Sindacato e partecipazione: le lotte operaie
del 1968-1969 come paradigma della democrazia

Igor Piotto, L’«immaginazione realistica». Uno studio
sul metodo di Lenin

Schede critiche 

Maurizio Auriemma, La Costituzione come progetto di cambiamento

Pasquale Voza, Nella «società di mercato»

Fabio Vander, Populismo e crisi della politica

Antonino Infranca, Marxismo e comunismo in Tosel

Giuseppe Cospito, Marx nel XXI secolo 

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La missione della scienza e quella della politica

l’editoriale di Aldo Tortorella sul numero 3|2021 di Critica Marxista

Il problema non è se debba comandare la politica o la scienza come è apparso e appare più o meno esplicitamente in molte discussioni pubbliche di questi infiniti tempi di pandemia. Il problema è lo stato della cultura politica e quello del sapere scientifico nel tempo presente. E il rapporto dell’una, la politica, e dell’altra, la scienza, con la propria missione.

Nei suoi termini tradizionali la questione del rapporto tra scienza e politica non è cosa nuova, è tema vecchio quanto la civiltà cui apparteniamo, anche se la parola “scienza” non indicava il medesimo oggetto mentale concepito da Galilei in poi. Da allora, come si sa, la scienza ha coinciso con il metodo sperimentale separandosi dalle credenze di fede o dalle ipotesi deduttive di una qualche supposta verità certa esposta in sembianze filosofiche.

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SOMMARIO 3 | 2021

Editoriale Aldo Tortorella, La missione della scienza e quella della politica

Osservatorio
Bernardino Fantini, Covid-19: la rivoluzione dei vaccini e il diritto globale alla salute Piero Di Siena, Draghi: scelta per l’emergenza o svolta dirigista
per il Paese?  Romeo Orlandi, Tra Cina e Stati Uniti negotiation forever. Luiz A. M. Macedo, Capitale senza freni: il Brasile
dopo il golpe del 2015-2016 Francesca Re David, Fare sindacato quando la politica dimentica il lavoro. Francesco Garibaldo, I valori (antichi) di una sinistra moderna 

Un articolo sconosciuto di Gramsci sul fascismo del 1922  Guido Liguori, Natalia Terekhova, Gramsci, il Pcd’I e la “Marcia su Roma”. Su uno scritto sconosciuto del ’22 L’articolo di Gramsci sulla «Pravda» del 7 novembre 1922

Laboratorio culturale
Al
do Garzia, Che Guevara, discussione e ricerca da riaprire  Mattia Gambilonghi, Contraddizioni del capitalismo maturo
e ingovernabilità in Claus Offe

Mezzo secolo con «il manifesto»
Alberto
Olivetti, Il tempo dei rabdomanti Vincenzo Vita, Quando il comunismo non è un’opinione

Schede critiche
Massimiliano Biscuso, Gramsci, un autore da «decifrare»

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La storia dei vaccini : 
medicina, politica ed economia

Pubblichiamo la versione integrale dell’articolo scritto dal prof. Fantini per Critica Marxista n.3/2021. Nell’edizione cartacea della rivista è entrata, con il consenso dell’autore, la seconda parte dello scritto, relativa alla situazione attuale determinata dalla Covid 19. Ancora un grazie all’autore per il suo importante contributo | (Scarica l’articolo con note in PDF)

Bernardino Fantini | Università di Ginevra

Introduzione. Attualità della vaccinazione

La vaccinazione è il più “eroico” dei rimedi sanitari, l’atto medico più celebre, un simbolo della tecnologia medica. Accanto al gesto che cura, presente sin dall’antichità in sculture, bassorilievi e vasi, si associa a partire dalla fine del Settecento, con la prima vaccinazione contro il vaiolo realizzata da Edward Jenner, il gesto che previene, che crea uno scudo protettivo della salute individuale e collettiva contro il vaiolo, la malattia all’epoca più temuta ma che diverrà poi anche la prima malattia grave ad essere eliminata, eradicata, con uno sforzo cosciente e globale di politica sanitaria internazionale basato sulla copertura vaccinale di intere popolazioni. La storia dei vaccini è relativamente breve, coprendo poco più di due secoli, dalla fine del Settecento a oggi, ma è estremamente densa di innovazioni scientifiche e tecnologie, di  controversie intorno alle politiche vaccinali e di impatti profondi sulla vita delle persone e delle collettività.

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medicina, politica ed economia”

CRISI DEL GOVERNO RAPPRESENTATIVO E MODELLI ALTERNATIVI

Articolo di Cesare Salvi sul numero 5-6 2020 di Critica Marxista

Il problema del parlamento non è il numero degli eletti ma la progressiva espropriazione dei suoi poteri costituzionali.Una questione non solo italiana ma di tutto l’Occidente. Governi elitari, postdemocrazie e neoautoritarismi nell’Est europeo. Tendenze aggravate dalla pandemia. I rimedi possibili. Sorteggi, referendum, pratiche deliberative. Il ruolo strategico del web. Nel recente referendum costituzionale poco si è parlato di quello che è oggi il problema principale del parlamento italiano (e non solo); che non è, a mio avviso, il numero dei suoi componenti, ma la progressiva espropriazione dei suoi poteri costituzionali (anzitutto quello di legiferare) avvenuta nell’ultimo ventennio e accentuata dalla pandemia, a opera e a vantaggio di molti soggetti nazionali (il governo, le autorità e agenzie amministrative c.d. indipendenti) e sovranazionali (l’Unione europea, anzitutto, ma non solo). Fino a tempi recenti si contrapponevano gli idealtipi della democrazia decidente (e quindi la legge elettorale maggioritaria) e della democrazia rappresentativa (e quindi il sistema proporzionale). Ancora oggi se ne discute, ma le ragioni del dibattito sembrano più legate alla convenienza di partiti e schieramenti, che alla prevalenza dell’una o dell’altra idea di democrazia.

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Per Emanuele

Pubblichiamo il testo del ricordo pronunciato da  Aldo Tortorella lo scorso 21 gennaio in occasione della commemorazione di Emanule Macaluso tenuta presso la sede nazionale della Cgil.

Noi diamo qui l’estremo saluto a un protagonista essenziale della vita democratica dell’Italia, come ha detto il presidente della repubblica.  Un sindacalista che ha condotto lotte memorabili in ancor giovane età. Un dirigente di partito entrato nel massimo organo dirigente del Pci accanto a Togliatti. Un parlamentare regionale e nazionale per mezzo secolo. Un giornalista direttore dell’Unità, di quotidiani e riviste importanti, un editorialista, un saggista. “Un gigante” ha detto il dirigente socialista Rino Formica. Ma io vorrei innanzitutto ricordare un uomo forte e gentile, senza alcuna esibizione di sentimenti ma con sentimenti veri e profondi, un compagno vero che ha speso la vita per la causa dei lavoratori e del socialismo. Ci possono essere giganti della politica che sono persone  mediocri o spregevoli. Emanuele, al contrario, era un grande combattente politico e un una persona  munita di una comprensione umana con pochi eguali . 

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